Conosciamo gli Ecoristoranti piemontesi di Covar 14

 

Cattura_opuscolodimenoemeglioRiprendiamo la rubrica dedicata alle interviste, approfondendo la conoscenza del circuito di Ecoristoranti piemontesi, rivolgendo qualche domanda a Leonardo Di Crescenzo, presidente di Covar 14, il consorzio che ha attivato questo circuitoin Piemonte,  molto simile all’esperienza Ecoristorazione Trentino. La cucina sostenibile comincia a diffondersi..

• COME È NATA L’IDEA DEL PROGETTO SUGLI ECORISTORANTI?

Il nostro consorzio gestisce il servizio rifiuti di 19 Comuni e ha sempre organizzato parallelamente alle sue attività di gestione anche iniziative di sensibilizzazione per una corretta raccolta ma soprattutto per una riduzione alla fonte della produzione di rifiuti. Abbiamo lavorato molto con le scuole e organizzato iniziative specifiche ma volevamo realizzare qualcosa di più concreto per cominciare a ridurre progressivamente la produzione dei rifiuti. Ci siamo rivolti ad una cooperativa (E.R.I.C.A. Soc. Coop) e abbiamo chiesto di ideare un progetto che coinvolgesse direttamente diversi attori economici del territorio. E’ nata così prima l’iniziativa “…Di Meno in Meglio”, che ha previsto alcune visite guidate presso i punti vendita della GDO e della vendita al dettaglio del territorio che si sono distinti negli anni per una particolare attenzione nei confronti del tema della produzione di rifiuti; la stipula di un protocollo d’intesa tra il Consorzio CO.VA.R. 14 e i ristoratori del territorio interessati a divenire Eco-Ristoranti CO.VA.R. 14 e la pubblicazione di un opuscolo di “ricette per risparmiare soldi e risorse”. Successivamente il progetto ha assunto la veste di un circuito di Ecoristoranti che attualmente sono 38. Da subito il progetto ha visto il coinvolgimento di tutti i 19 Comuni del Consorzio, in modo particolare i Comuni, in provincia di Torino, di Moncalieri, Carignano, Nichelino, Trofarello, Villastellone, Osasio, Virle Piemonte, Beinasco, Bruino, La Loggia e Rivalta di Torino.

• E’ PREVISTO UN MONITORAGGIO E COME FUNZIONA?

Per il monitoraggio, come per Ecoristorazione Trentino, è stato costituito un gruppo di controllori che- almeno due volte l’anno- effettua delle verifiche a campione presso i ristoranti per controllare che i criteri dichiarati siano concretamente rispettati. Il circuito funziona attraverso l’adesione volontaria delle strutture che devono scegliere di attuare almeno 7 dei 16 criteri menzionati nella guida.

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• QUAL È STATA LA RISPOSTA DEI RISTORATORI E DELLA CLIENTELA?

Siamo soddisfatti della risposta ricevuta dai ristoranti. Le adesioni aumentano progressivamente e il nostro obiettivo è di arrivare a 100 Ecoristoranti entro la fine dell’anno. Abbiamo ricevuto un importante riconoscimento a livello europeo perché “Di Meno in Meglio” è stato premiato nel 2012 come miglior progetto d’Italia della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti.

Già nella precedente edizione del 2011, il progetto “Cucinare con gli avanzi” era stato premiato come migliore azione SERR 2011 in Italia su 960 complessive e finalista alle premiazioni europee tenutesi a Bruxelles.

Le azioni previste dalla Guida degli Ecoristoranti hanno inoltre un’importante valenza economica per chi si reca al ristorante in funzione anticrisi e l’intera iniziativa prova a comunicare il connubio possibile tra acquisto di prodotti ecosostenibili e risparmio economico.. Per fare un esempio, presso gli Eco ristoranti è previsto il menù a rifiuti zero con l’indicazione di porzione intera e mezza porzione e conseguente prezzo differenziato; l’uso di acqua in brocca, le stoviglie e bicchieri riutilizzabili (ceramica e vetro) o al massimo compostabili. In questo tipo di menù sono comprese ricette della “Cucina degli avanzi” ovvero ricette, spesso appartenenti alla tradizione culinaria popolare, create con ciò che oggi viene considerato rifiuto (es. gambo delle verdure, scarto alimentari ancora edibili…); per finire è anche consigliato l’asporto del cibo non consumato a fine pasto. Scegliendo questo menù il ristoratore e il cliente perseguono due obiettivi: la riduzione a monte dei rifiuti e lotta allo spreco di cibo.

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COSA PENSA DELLA POSSIBILITÀ DI PREVEDERE SCONTI NELLE TARIFFE DEI RIFIUTI PER I RISTORANTI CHE ADERISCONO AL CIRCUITO?

L’individuazione delle tariffe è di competenza dei Comuni. Se ci fosse un budget a disposizione con questa finalità non sarebbe una cattiva idea perché direttamente correlata all’impegno di ridurre la produzione che il circuito persegue.

 

SU QUALI INIZIATIVE DI COMUNICAZIONE AVERE PUNTATO?

Inizialmente abbiamo pubblicizzato l’idea di usufruire del menù a rifiuti zero, successivamente abbiamo attivato la pagina facebook che ha avuti parecchi riscontri e le pagine del sito interamente dedicate al progetto. Poi abbiamo organizzato serate a tema presso i ristoranti e pubblicità sulle testate locali. Il circuito ha da poco avuto risalto anche a livello nazionale con un banner sul sito dell’importante rivista Eco-News

 


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