Il recupero del cibo, non solo cucina degli avanzi

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Diversi e numerosi progetti vanno diffondendosi con la finalità di porre un freno alla insostenibile contraddizione dello spreco di cibo. Una forma intelligente di utilizzo dei prodotti alimentari che può essere realizzata da tutti in cucina è quella di imparare a cucinare anche le parti di verdure e carni che solitamente si scartano o che avanzano dalla preparazione di una ricetta precedente.

Alcune ricette tipiche trentine, riportate nel Ricettario Riecolo della Provincia di Trento si basano proprio su questo principio di recupero. Gli Eco-ristoranti informano la clientela della possibilità di portare a casa il cibo ordinato e non terminato con la nota doggy bag che la Provincia di Trento ha rilanciato attraverso il progetto Ri-Gustami a casa! 

La gran parte dei cibo scartato si trova però nella Grande Distribuzione Organizzata.

Vediamo alcune buone pra4950e1f59bb84ab9b2a63947ae2b775f_Mpepletiche.

A Londra, li cucinano al momento e li vendono

The “People’s Supermarket” è un supermercato gestito da una cooperativa di prodotti alimentari che agisce secondo la logica “meno rifiuti, più profitti“. Da tempo, il supermarket ha installato una cucina sul retro del negozio con l’obiettivo di creare pasti pronti per i clienti a prezzi ragionevoli, da poter mangiare a casa utilizzando i prodotti del punto vendita che sono in scadenza e che sono quasi tutti di derivazione locale.

 

In Emilia e Veneto, un sistema per recuperare all’ultimo minuto

Da un’ idea nata al’interno della Facoltà di Agraria di Bologna nasce Last Minut Market, l’ormai noto progetto che consente di recuperare il cibo consumabile scartato dagli ipermercati attivando le procedure fiscali, igienico-sanitarie e logistiche necessarie a poterlo rivendere a chi ne ha bisogno (case famiglie e strutture locali con mense e refettori). Il recupero avviene in totale sicurezza per tutte le tipologie di prodotto, inclusi i prodotti che rientrano nelle categorie dei “freschi” e “freschissimi”. Il sistema non utilizza magazzini propri, né mezzi di trasporto,  poiché mira solo a facilitare l’incontro diretto tra “domanda” e “offerta”.

A Genova invece il Centro Recupero Eccedenze Alimentari (CREA) raccoglie il cibo invenduto presso un nuovo Punto Vendita dove è possibile fare la spesa grazie ad una tessera a punti nominale in base al numero di componenti del nucleo famigliare.

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In Germania e a Trento ci si è rivolti alla tecnologia WEB

Una piattaforma web con mappa geolocalizzata, attiva nelle città di Berlino, Monaco di Baviera, Colonia, Francoforte (ma presto disponibile anche in altri territori) incentiva cittadini privati, commercianti e produttori a condividere il cibo in eccedenza a favore di chi ne avrebbe bisogno.

A Trento i ricercatori della Fondazione Bruno Kessler hanno ideato l’app BringTheFood con l’obiettivo di facilitare la comunicazione tra donatori e organizzazioni impegnate nella raccolta e redistribuzione di prodotti alimentari. Grazie ad un sistema di feedback si possono esprimere anche giudizi sull’efficienza e qualità delle transazioni. Inoltre, le organizzazioni donatrici possono guadagnare punti e aumentare la propria visibilità, ottimizzando la redistribuzione.

Se invece si è interessati non solo a donare o ricevere, ma anche a scambiare, oggi lo sharing esiste anche per il food.

In tutta Italia, centri di raccolta e distribuzione volontaria

Grazie al banco alimentare si raccoglie quotidianamente merce invenduta o prossima alla scadenza presso industrie alimentari, mercati generali, grande distribuzione, aziende di ristorazione collettiva ecc., e la distribuiscono alle strutture assistenziali convenzionate, che utilizzano questi beni per sostenere persone bisognose. La lista delle aziende che donano al Banco Alimentare i beni invenduti è lunghissima  . Di recente con il progetto Siticibo, presente anche in provincia di Trento, si recupera anche cibo cotto non servito e fresco dalla ristorazione collettiva, in particolare dalle mense scolastiche dove sono previste specifiche attività rivolte ai ragazzi, per sensibilizzarli contro lo spreco.

In California, per autoprodurre energia elettrica

Due note catene di supermercati americani, la Ralphs e la Food 4 Less (entrambe dell’azienda Kroger), hanno deciso di utilizzare il cibo scaduto o avariato per produrre energia (attraverso digestore anaerobico) con cui contribuiranno ad alimentare il proprio centro di distribuzione a Compton, in California.

 

Fonti: www.6sicuro.it ; http://milano.corriere.it/; www.improntaecologica.it ; www.buonenotizie.it

 

 


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