Just eat it – il docufilm contro lo spreco alimentare

just-eat-itIl 16 ottobre è stata la Giornata Mondiale dell’Alimentazione organizzata tutti gli anni dalla FAO per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della fame e della malnutrizione nel mondo. In occasione di questo evento è uscito nelle sale del Nord America il documentario Just eat it, già presentato in Italia al Festival  Cinemambiente di Torino lo scorso giugno.

Una coppia (lui, regista; lei, produttrice) racconta i sei mesi passati a nutrirsi esclusivamente di cibo avanzato, abbandonato, non conforme alla vendita per motivi puramente estetici, facendo un viaggio nel mondo dello spreco. La recensione:

Delicious entertainment – you’ll never look at your fridge the same way again.

In Nord America infatti il 40% del cibo prodotto non viene mai consumato (con una perdita di 162 bilioni di dollari): è paradossale che i campi siano pieni di cibo che non può essere venduto o che i supermercati siano pieni di cibo fresco, mentre in una famiglia su 5 ci sono bambini con cibo insufficiente.

Nell’intervista agli autori-protagonisti del documentario e della storia, che abbiamo trovato sulla rivista online Good, scopriamo cosa li ha spinti a realizzare questo lavoro.

Tutti conoscono le statistiche — milioni di dollari di cibo buttati via — ma è veramente difficile visualizzarli. Allora abbiamo pensato di fare questo film, perchè la gente potesse vedere lo spreco di cibo, con i suoi occhi e nelle sue case. (Jen Rustemeyer, produttrice)

Infatti il documentario colpisce sul piano personale. Con immagini-shock come queste: un cassonetto grande quanto una piscina pieno di hummus scaduto.

 

Lo sapevi che le banane vengono buttate via perchè non hanno la giusta curvatura…? E in generale ciò avviene per tutta la frutta.

Ma c’è qualcosa che puoi fare tu

Il regista suggerisce una idea molto carina: creare un cassetto nel frigo “Eat me first” così quando dobbiamo cucinare possiamo cominciare da quegli ingredienti che sono meno freschi o stanno per scadere: questo ci potrebbe persino far diventare più creativi in cucina! Ulteriori suggerimenti li puoi trovare qui.

E poi c’è qualcosa che possono fare le aziende. Come la catena di supermercati francese che con una campagna di comunicazione creativa valorizza il cibo brutto (ti ricordi questo post?).

Anche il progetto Ecoristorazione Trentino promosso dalla Provincia autonoma di Trento nasce con la filosofia che tutti possano contribuire alla lotto allo spreco, in modo semplice: i ristoranti mettono a disposizione la ecovaschetta per l’asporto degli avanzi di cibo e i clienti lo portano via per ri-gustarlo a casa.

ecovaschetta

Just eat it: con la sua perentoria esortazione che sembra fare il verso al Just do it di Nike, il semplice atto di mangiare si associa nella nostra mente con la prospettiva di fare qualcosa di grande per le persone e per il Pianeta.

(articolo tratto dal blog “gemello” www.ecoacquistitrentino.it)


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