Sicurezza alimentare in cucina. Conservazione dei cibi

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Per la conservazione dei cibi  meglio essere prudenti e non rischiare in caso di dubbi sui tempi.

Se abbiamo fatto passare un giorno in più rispetto ai tempi consigliati, conviene gettare il cibo nei contenitori della frazione organica. I nostri scarti torneranno alla terra sottoforma di compost. Ripassiamo quali sono i tempi di conservazione per la carne, il brodo vegetale fatto in casa e i biberon di latte.

La carne

Quanti giorni si mantiene la carne nel frigorifero? In linea di massima le fettine vanno cucinate entro 3-4 giorni dopo il taglio del macellaio, mentre i pezzi più grossi resistono anche una settimana.

La durata della carne macinata è più breve. L’hamburger deve finire in padella entro 24 ore dalla preparazione, mentre la carne trita destinata al ragù resiste due giorni perché viene cotta a lungo. Le fettine di carpaccio sono in assoluto le più delicate, vanno conservate in frigorifero e servite a tavola al massimo entro 12-24 ore.

La carne cotta dopo la preparazione resiste 3-4 giorni nel frigorifero.

Le cotolette già pronte, gli involtini e gli hamburger preconfezionati dalle grandi aziende per legge devono indicare sull’etichetta il termine minimo di conservazione.

Il brodo di verdure

Il brodo può essere conservato 2-3 giorni in frigorifero, ma è meglio separarlo dalle verdure. Prima di metterlo in un contenitore di vetro coperto da depositare nella parte bassa del frigorifero è meglio aspettare che si raffreddi. Una soluzione alternativa consiste nel congelare le porzioni di brodo già pronte e scongelarle quando occorre.

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Il biberon

La preparazione di 3-4 biberon come fanno molte mamme prima di recarsi al lavoro o per evitare laboriosi movimenti notturni non presenta problemi ma bisogna rispettare certe regole. Prima di tutto sterilizzare con cura i biberon e avere l’accortezza di conservarli sempre in frigorifero fino al momento della poppata. Se per un motivo qualsiasi il piccolo non vuole il latte appena scaldato, conviene raffreddarlo sotto l’acqua fredda e rimetterlo in frigo.

 

da:  www.ilfattoalimentare.it

 


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