Hotel Cevedale propone: Ricette col Sambuco!

SambucoQuarto appuntamento con il ricettario degli eco-ristoratori trentini.

Leggi il calendario di pubblicazione delle 10 eco-ricette.

Oggi è la volta delle ricette col Sambuco proposte dall’Hotel Cevedale di Peio!

Il sambuco

Il sambuco è conosciuto da tutti, la pianta è diffusa in tutti i nostri boschi e viene usato da tempo in erboristeria, in cucina e come rimedio casalingo per piccoli disturbi di salute.

E’ un arbusto alto 4–6 m: i rami portano delle foglie di colore verde scuro, lunghe 10–30 cm. I fiori si presentano con  infiorescenze (corimbi) molto vistose, larghe 10–23 cm, e fioriscono tra aprile e giugno. I frutti sono delle bacche nerastre, lucide.

Con i fiori è possibile fare uno sciroppo, da diluire poi con acqua, ottenendo una bevanda dissetante. Lo sciroppo entra anche nella preparazione di cocktail, come l’Hugo.
Le bacche sono eduli solo dopo cottura e vengono impiegate per  sciroppi, gelatine e marmellate, di cui non abusare, a causa delle proprietà lassative.

Sempre con le bacche mature si prepara una zuppa dal colore violaceo e di sapore dolce e speziato.

Ecco le ricette!

hotel cevedaleSciroppo di  fiori di sambuco

50 fiori (corimbi o fiori interi) raccolti da piante lontano da strade trafficate e frutteti,
3 litri di acqua
3 kg di zucchero
30 grammi di acido citrico (può essere sostituito da succo di 4 limoni)

Mettere in infusione, in un ampio contenitore con l’acqua e lo zucchero, i fiori di sambuco accuratamente spolverati e privati della eventuale parte legnosa (non vanno lavati, ecco perchè è importante raccoglierli in una area protetta).

Lasciarli  a macerare per due giorni (48 ore) proteggendo il contenitore con un leggero canovaccio, non coprirli con coperchi ermetici o comunque soffocanti, invece mescolare ogni tanto per agevolare lo scioglimento dello zucchero.

I fiori cambieranno poco a poco di colore fino a diventare quasi marroni.

Passate le 48 ore aggiungere l’acido citrico (o il succo filtrato di 4 limoni), mescolare delicatamente e circa un’ora dopo filtrare con una garza molto sottile nelle bottiglie.

Non serve sterilizzare, mentre invece è bene conservare in frigorifero.

Lo sciroppo si presenta di colore chiaro, quasi argenteo e leggermente denso, la eventuale torbidità dipenderà dalla trama più o meno fitta della garza che si usa per filtrare.

Si beve diluito con acqua fresca.

hotel cevedale proprietariSciroppo di bacche rosse di sambuco

Raccogliere i frutti di sambuco ben maturi e sgranarli accuratamente. Ricordiamo che la parte legnosa della pianta del sambuco è tossica, quindi usiamo attenzione.

Mettere le bacche in un recipiente e lasciarle macerare per circa 6/7 giorni verificando che stiano fermentando.

Passati i giorni di fermentazione le bacche vanno schiacciate per estrarre il succo, pestate quasi come si fa con l’uva, e il succo va filtrato attraverso un canovaccio o garza.

Il succo così ottenuto va fatto bollire per 10 minuti con l’aggiunta di 1 kg di zucchero per ogni litro di succo.

A fine bollitura imbottigliare caldo e tappare subito.

Zuppa di bacche di sambuco

Le bacche, accuratamente sgranate dalla parte lignea, vengono cotte con lo zucchero; lo sciroppo così ottenuto viene filtrato, addensato con un po’ di fecola e arricchito con sapori di altra frutta in pezzi o chiodi di garofano o cannella.

Si serve calda accompagnata da piccoli gnocchi di semolino o spaetzle dolci.

E dopo averla fatta…

Se la ricetta ti è venuta bene, vai a trovare il ristoratore per ringraziarlo!

Se non ti è venuta bene, vai a trovarlo per gustarla da lui!

Sai dove sono gli eco-ristoratori trentini?


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